• 1
  • 2

Iscriviti alla newsletter










Santa Fiora: tradizioni, storia, leggende e miniere PDF Print E-mail

Oltre 300 visitatori, nel solo periodo natalizio, hanno partecipato alle visite guidate alla Galleria Nuova dell’Acquedotto del Fiora con una passeggiata a 90 metri sotto terra


Santa Fiora: Santa Fiora si conferma sempre più una delle mete più gettonate per quanto riguarda il turismo culturale del Monte Amiata, attraverso iniziative importanti messe in campo soprattutto dall’Associazione Minatori per il Museo in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e con il prezioso aiuto dell’Acquedotto del Fiora.
Oltre 300 visitatori, nel solo periodo natalizio, hanno partecipato alle visite guidate alla Galleria Nuova dell’Acquedotto del Fiora con una passeggiata a 90 metri sotto terra alla scoperta dell’acqua, vera ricchezza che sgorga direttamente dalle trachiti del Monte Amiata. Acqua come elemento identificativo del paese amiatino che zampilla con colori unici nel Parco della Peschiera, o attraversa un pavimento di cristallo che rivela la sua presenza nelle fondamenta della Chiesa della Madonna delle Nevi nel terziere di Montecatino. “I turisti rimangono colpiti dalle bellezze di questi luoghi, ancora troppo estranei alle rotte del grande turismo di massa, - sottolinea il presidente dell’associazione Adorno Franceschelli – poiché vi ritrovano storie e tradizioni uniche come quelle legate al Crocifisso Miracoloso del Convento di Santa Chiara, leggende fantastiche di draghi e fate che hanno da sempre stimolato l’immaginario collettivo di questo magico paese. L’Associazione che gestisce il Museo delle Miniere del Monte Amiata, che ha registrato anche questo anno un incremento di visitatori toccando quota di 3821 visite, ha in cantiere assieme al Sistema Museale Amiata, della Comunità Montana Amiata Grossetano, una serie di iniziative nel corso della primavera volte a scoprire aspetti sconosciuti ai più della realtà amiatina come la visita agli ex siti minerari del Morone e del Cornacchino, nel comune di Castell’Azzara, ove sarà possibile visitare la Galleria Ritorta, splendido esempio di ingegneria mineraria della seconda metà del 1800 e, non ultimo, l’impianto metallurgico del Siele a cavallo tra i Comuni di Piancastagnaio e Castell’Azzara che è stata una delle miniere più longeve e ricche di fascino dell’intero comprensorio mercurifero italiano. Il tutto ovviamente con il coinvolgimento attivo del Parco Nazionale Museo delle Miniere dell’Amiata e dei Comuni interessati, oltre che delle Associazioni di minatori e guide ambientali degli stessi Comuni.” Le iniziative dell’Associazione Minatori per il Museo sono consultabili sul sito
www.minieredimercurio.it.